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24
Mag
2012

Il dolore mestruale: attenzione anche all'endometriosi


Il dolore mestruale è una patologia molto frequente. Erroneamente talora la paziente giovane viene quasi educata dalla madre a sopportarlo dato che questa sarebbe una delle caratteristiche del ciclo mestruale e talora la sintomatologia diviene così intensa da precludere la normale attività lavorativa e la vita di relazione.
In realtà come per tutti gli altri dolori sia nel maschio che nella femmina il dolore mestruale deve essere studiato in modo da trovare se possibile la causa e la terapia soddisfacente.
Di solito si distingue un dolore mestruale primario e un dolore secondario. Il primario non ha una spiegazione sicuramente nota ed è collegato a cause non ben definite e spesso si parla di predisposizione. Dolori definiti primari, cioè senza una causa nota, spesso successivamente con indagini più accurate vengono classificati secondari.
Il dolore secondario deve avere una causa nota. Le più frequenti sono le cause infettive pelviche la fibromatosi uterina le aderenze e altre cause minori note. Talora il dolore pelvico non è collegato a un problema ginecologico ma urologico e anche in tale caso si deve  fare la diagnosi più appropriata

Una patologia fonte di dolore mestruale da tenere sempre in conto è l’endometriosi.
Si tratta di presenza e crescita in sedi diverse di tessuto peculiare della mucosa uterina. Le sedi più frequenti sono l’ovaio, la regione più bassa del peritoneo, il setto retto-vaginale (il tessuto che si trova fra il retto e la vagina) le tube la vescica. Talora il tessuto endometriale si può trovare in sedi più lontane come i polmoni, la cute, il cervello etc. Sono stati descritti anche casi di endometriosi nel maschio.
Il dolore è dovuto al fatto che le cellule endometriali (che sono tipiche della mucosa all’interno dell’utero), in certi casi si trovano anche in zone anomale. Avendo tali cellule le stesse caratteristiche delle cellule della mucosa dell’utero, ciclicamente provocano uno sfaldamento che nel caso dell’utero va all’esterno (mestruazione), mentre nelle sedi anomale la perdita resta all’interno provocando una sintomatologia dolorosa ciclica talora insopportabile nella zona di produzione
La causa dell’endometriosi è a tuttora sconosciuta anche se sono state formulate varie teorie che però non sono sicuramente provate. In metà dei casi sembra che la malattia guarisca spontaneamente.

Cosa fare in caso di dolore mestruale:
Bisogna in primo luogo escludere le cause secondarie  più frequenti come l’ infiammazione e le infezioni.
La paziente si farà vedere dal medico di base che la indirizzerà al ginecologo di fiducia il quale raccogllierà la storia e farà la visita. La visita dovrebbe essere generale sia per rilevare segni di possibili infezioni e infiammazioni associate a malattie sistemiche sia per escludere altre patologie associate. Spesso le pazienti lamentano disturbi intestinali, depressione stanchezza cronica, irritabilità, rassegnazione.
Per escludere cause infettive verrà fatta una coltura del secreto vaginale per tutti i patogeni che potrebbero essere coinvolti. Verranno anche fatti esami ematici per evidenziare segni indiretti di infezione come la presenza di anticorpi specifici contro i patogeni.
Naturalmente il ginecologo dovrà escludere cause neoplastiche
Nel caso si sospetti un’infezione, è necessario indagare anche il partner in caso di patologia infettiva e curare ambedue in caso di documentata infezione in uno dei due partners.
Verrà eseguita un ecografia pelvica accurata.
L’ipotesi dell’endometriosi deve sempre essere sospettata e la diagnosi talora non è semplice. I sintomi più frequentemente riferiti al momento della visita sono, oltre al dolore pelvico o della zona interessata, dolore ai rapporti sessuali, dolenzia addominale diffusa, stitichezza alternata a diarrea, talora aborti ripetuti, fastidio ad urinare nel periodo delle mestruazioni, stanchezza cronica, scarsa resistenza alle infezioni, sanguinamento rettale o vescicale. Spesso la sintomatologia è sfumata ma il sospetto deve essere tenuto in conto se la dolenza dura da molto tempo e si sono escluse altre cause.
Oltre alla visita e all’ecografia il ginecologo si premurerà di far eseguire un dosaggio del CA125 e se possibile dell’HE4, due  marker ematici  utili. Se necessario può essere utile una risonanza magnetica nucleare dell’addome inferiore o anche superiore
La necessità di un’esame  che visualizzi la regione pelvica è quasi sempre necessaria (laparoscopia sia esplorativa che curativa)
Il ginecologo sicuramente troverà la terapia più adatta al caso in oggetto. La terapia può essere medica o chirurgica. La paziente dovrà essere successivamente tenuta in orresrazione per vedere l’evoluzione.
La gravidanza di solito migliora molto la situazione e viene consigliata. In menopausa di solito la sintomatologia regredisce.
In caso di difficoltà ad avere una gravidanza la paziente dovrà affidarsi a un centro specializzato per la valutazione della terapia più adatta

In conclusione il dolore pelvico non è una cosa da ignorare e ancor meno da considerare come una caratteristica da accettare. E’ necessario al più presto di eseguire gli accertamenti necessari e le terapia più adatte in quanto spesso il dolore di per sè può essere una causa di stress cronico e quindi provocare una serie di disturbi che possono influenzare anche la funzione di altri organi e soprattutto l’equilibrio psichico della paziente.


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